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Dieta chetogenica: perché va di moda, come funziona davvero e… dov’è la fregatura?

tavola con vari ingredienti che circondano un piatto in cui c'è scritto keto con formaggio, frutta secca broccolo e uovo

“Dottore, dottore, vorrei provare la dieta chetogenica… lei che cosa ne pensa?”

Parto subito con un’ovvietà che farà sobbalzare qualcuno sulla sedia: la dieta chetogenica non è nata per farti dimagrire.
Sì, lo so, internet la vende come il Sacro Graal della perdita di peso, ma le sue origini sono ben più nobili e — lasciamelo dire — molto meno glamour: è nata come terapia clinica per l’epilessia farmaco-resistente con risultati importanti e documentati.

Quindi no, non è un’invenzione dei personal trainer in fase creativa né l’ennesima “genialata” social. È un protocollo serio, rigoroso e molto specifico.
Ed è proprio per questo che, come professionista, non la consiglio per dimagrire: la mia missione è insegnare alle persone a mangiare, non a diventare funamboli metabolici.

“Facciamo così, dottore… mi spieghi meglio…”

Che cos’è scientificamente una dieta chetogenica?

La cheto è un regime fortemente low-carb: si scende sotto i 30–50 g di carboidrati al giorno. In sintesi, niente pane, niente pasta, niente frutta (quasi del tutto), niente legumi… praticamente niente di quello che la nostra specie ha sempre mangiato quando cercava energia rapida e affidabile.

Con così pochi carboidrati, il corpo entra in chetosi nutrizionale, una condizione nella quale il fegato produce corpi chetonici (acido β-idrossibutirrico, acetoacetato e acetone) che diventano il nuovo carburante.
È come dire al tuo metabolismo:

“Senti, oggi benzina niente. Ho deciso che andiamo a diesel.
Abituati.”

Il corpo, che è più intelligente di quanto crediamo, si adatta, ma non è la sua scelta preferita.

“Ok, dottore, ho capito, ma alcuni miei amici con la cheto hanno perso un sacco di kg!”

 

Perché all’inizio dimagrisci così rapidamente?

Vero, faffiner, ma c’è un perché…

La risposta a questa domanda è semplice biochimica, non magia.

  1. Perdi glicogeno (le riserve di glucosio nel fegato e nei muscoli).
  2. Il glicogeno è legato all’acqua in un rapporto di circa 1:3.
  3. Risultato: in pochi giorni puoi perdere 2–3 kg di acqua, che scendono sulla bilancia come se avessi trovato la formula segreta.

 

E da qui parte l’entusiasmo isterico:
“Funziona! Ho trovato la dieta perfetta! Addio carboidrati per sempre!”

Peccato che qualche settimana dopo il peso rallenta, e a quel punto il dimagrimento procede esattamente come in qualsiasi dieta ipocalorica ben fatta. Perché — e qui parlo con la voce della scienza — a parità di calorie non c’è differenza significativa tra una chetogenica e una mediterranea bilanciata.

Nessuna. Zero. Nada.
Solo che con la cheto l’effetto ottico iniziale è molto più… teatrale.

“Mmmmm… però dottore ne parlano davvero in molti! Sui social ci sono moltissime persone che sono passate alla cheto!”

Perché allora è così di moda?

Faffiner, ti spiego subito il perché.

  1. La nostra società è carbo-fobica e numerocentrica. Se la bilancia scende di 3 kg in 4 giorni, il cervello fa partire i fuochi d’artificio.
  2. La promessa del “veloce” seduce più della promessa del “sano e progressivo”.
  3. È un fatto di marketing: prodotti cheto, snack cheto, bibitoni cheto, codici sconto cheto… ormai manca solo la cheto per il tuo gatto.

 

E c’è anche un altro fattore: la cheto dà un senso di “controllo totale”. Regole dure, nessuna ambiguità, niente “ogni tanto”. Per molte persone il “bianco o nero” è rassicurante… almeno per qualche settimana.

“Ma quindi, dottore, c’è la fregatura dietro l’angolo?”

Dov’è la fregatura?

La fregatura, faffiner, è dopo, non durante, ovvero quando devi uscire dalla chetosi.
Quando passi settimane con carboidrati bassissimi, l’organismo si adatta, ma, quando li reintroduci, serve delicatezza, perché il corpo può reagire in modo brusco: ritenzione, gonfiore, ripresa di peso, fame aumentata, instabilità energetica.

Questa fase richiede competenza clinica.

Per questo serve un professionista che sappia quello che fa, che ti segua passo dopo passo, che ti monitori, che ti spieghi come funziona. Non uno che dopo 20 minuti ti consegna una lista di prodotti con codice sconto e ti dice “fidati”.

E lo dico senza peli sulla lingua: se chi te la propone ha un carrello pieno di barrette, polveri e bibitoni… più che salute sta vendendo un business.

Che cosa dice la scienza, quella vera.

Gli studi finora concordano su alcuni punti chiave:

  • la cheto non è superiore a una dieta mediterranea ipocalorica nel dimagrimento a lungo termine;
  • è difficile da mantenere: la maggior parte delle persone la abbandona entro poche settimane;
  • non è priva di possibili effetti collaterali, soprattutto se improvvisata (stanchezza, costipazione, alterazioni lipidiche iniziali, sbalzi dell’umore, mal di testa);
  • ha ruoli clinici importanti in patologie specifiche, ma questo non la rende automaticamente adatta al dimagrimento;
  • il punto critico è il periodo di transizione al termine della cheto: la fase che molti sottovalutano e che richiede una guida professionale.

 

“Le evidenze scientifiche mi rassicurano sempre, dottore! Ma come si fa a capire se la persona che ci segue è un professionista o un ciarlatano?”

Come riconoscere il professionista (quello vero).

  • Non ti vende prodotti.
  • Non ti dà codici sconto.
  • Non ti promette di perdere 10 kg in 10 giorni.
  • Non ti dice che “i carboidrati sono il male”.
  • Ti segue nella fase di uscita con piani graduali e ragionati.
  • Ti spiega perché fa certe scelte, non ti chiede di fare l’

 

via GIPHY

 

La mia opinione personale (e professionale).

La chetogenica è un protocollo serio, utile in ambiti clinici molto specifici.
Ma per il dimagrimento non è la mia scelta, perché:

  • non educa;
  • non costruisce abitudini;
  • non insegna a gestire il cibo nella vita reale;
  • e soprattutto… funziona solo finché dura il gioco.

Il mio obiettivo non è farti perdere peso velocemente, ma insegnarti a gestire il cibo, capire il tuo corpo, costruire abitudini solide.
Le scorciatoie portano a risultati brevi, ma le competenze portano a risultati duraturi.

La chetogenica può anche farti dimagrire.
Ma saper mangiare ti cambia davvero la vita.

“Grazie dottore, come sempre mi ha chiarito le idee! Che ne dice se vengo in studio e ne parliamo a quattr’occhi?”

Prendi appuntamento, ti aspetto, faffiner!

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