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Perdere peso lentamente: ti spiego perché è la cosa migliore da fare (e perché il tuo corpo ti ringrazierà).

in primo piano c'è un metro da sarta. Sullo sfondo i piedi di una persona con i calzini, su una bilancia

“Dottore…. Voglio perdere peso velocemente! Come posso fare?”

Faffiner… no!

Viviamo proprio nell’epoca del “tutto e subito”: consegne in 24 ore, serie TV divorate in una notte e, ovviamente, diete che promettono di farti perdere 10 kg in 10 giorni. Peccato che il nostro corpo non abbia letto gli stessi slogan pubblicitari. Lui, poverino, ragiona con tempi un po’ più… umani.

 

Ebbene sì, il corpo umano, faffiner, non funziona come una maratona… e nemmeno come uno sprint. Funziona piuttosto come un progetto a lungo termine.

E ignorarlo, di solito, non porta lontano.

“Ma che cosa sta cercando di dirmi, dottore?”

Dimagrire non è una gara, è un percorso.

Il primo errore che facciamo, faffiner, è pensare al dimagrimento come a qualcosa con un inizio e una fine netti: “faccio la dieta”, “raggiungo il peso”, “torno alla vita di prima”.
Ma se la vita di prima è quella che ha portato all’aumento di peso, qualcosa non torna.

Perdere peso lentamente significa cambiare prospettiva.

Non vuol dire puntare solo al numero sulla bilancia, ma costruire consuetudini che funzionino anche dopo: abitudini alimentari equilibrate, una corretta gestione dei pasti, un buon rapporto con la fame e con il cibo, tutte cose che richiedono tempo.

Un dimagrimento graduale non è una sconfitta, è una strategia. È il modo per rendere il cambiamento compatibile con la vita reale: lavoro, famiglia, uscite, imprevisti.

Perché una dieta perfetta sulla carta, ma impossibile da seguire, non è una buona dieta.

 

Quindi… non c’è qualche trucco per aggirare l’ostacolo, dottore?”

Il corpo non ama le scorciatoie.

Dal punto di vista fisiologico, il corpo è programmato per sopravvivere, non per entrare nei jeans dell’anno scorso.
Quando le calorie scendono troppo e troppo in fretta, il corpo interpreta la situazione come una minaccia.

Che cosa succede?

  • Il metabolismo si adatta, rallentando i consumi.
  • Aumentano fame e desiderio di cibi energetici.
  • Il corpo cerca di risparmiare energia il più possibile.

In pratica, fa esattamente l’opposto di quello che vorremmo, non per cattiveria, ma per istinto.

Dimagrire lentamente permette invece al corpo di adattarsi senza allarmarsi, mantenendo più stabile il dispendio energetico e riducendo le risposte di compensazione.

“Caspita, dottore…. Ma io non le sapevo tutte queste cose!”

Meno muscoli persi, più risultati nel tempo.

Pensa faffiner, un altro aspetto fondamentale riguarda cosa si perde quando il peso scende troppo velocemente.
Non è solo grasso: spesso se ne vanno anche acqua e massa muscolare.

La massa muscolare è preziosa perché contribuisce a mantenere attivo il metabolismo. Quando la perdiamo, diventa più difficile mantenere il peso nel tempo.

Un dimagrimento graduale, soprattutto se associato a un’alimentazione equilibrata e al movimento, aiuta a preservare la massa magra e a perdere prevalentemente grasso.
Risultato: un corpo più funzionale, più forte e più “collaborativo”.

“Sì, dottore, ma io sono sfortunato, perché, quando riesco a calare qualche chilo, poi lo riprendo sempre, talvolta con gli interessi”

 

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L’effetto yo-yo non è sfortuna!

Come te, faffiner, molte persone pensano che l’effetto yo-yo sia una sorta di maledizione personale, ma in realtà è spesso la conseguenza di approcci troppo aggressivi.

Quando il dimagrimento è rapido:

  • il corpo si adatta al “regime di emergenza”;
  • appena si torna a mangiare di più, tende a recuperare;
  • spesso il peso torna, talvolta con gli interessi.

Perdere peso lentamente riduce il rischio di recupero, perché permette di consolidare nuove abitudini e dare al corpo il tempo di stabilizzarsi su un nuovo equilibrio.

“Eh, dottore, ma abituarsi a mangiare meno e meglio non è così facile….”

Anche la testa vuole il suo tempo…

Hai ragione, dimagrire non è solo un fatto fisico. È anche mentale ed emotivo.
Ricordati, faffiner, che diete drastiche aumentano stress, senso di controllo forzato e paura di “sgarrare”. Basta poco per sentirsi falliti.

Un approccio graduale, invece, lascia spazio alla flessibilità. Insegna che non esistono cibi “vietati”, ma contesti e frequenze. Che una pizza non rovina tutto, così come una settimana storta non annulla un percorso.

E questo, nel lungo periodo, fa una differenza enorme.

“Sì, dottore, lei mi ripete che un approccio lento è migliore di una dieta drastica…. Ma come faccio a sapere se sto andando alla giusta velocità? Non ho il contachilometri!”

Per rispondere a questa domanda, mio caro faffiner, la scelta giusta da fare è affidarsi a un serio professionista che ti aiuti ad iniziare un percorso che possa portarti a un cambio di vita sul lungo periodo. Ricordati che, spesso, il “fai da te” non è mai la scelta migliore.

Perché il vero successo non è dimagrire velocemente, come vorresti tu.
È non dover ricominciare da capo ogni volta.

Perdere peso lentamente non significa rinunciare ai risultati, ma scegliere una strada che ti porti verso risultati che durano.
Non è una gara contro il tempo, ma un percorso che ti porterà verso un nuovo equilibrio, fatto di consapevolezza e salute.

Il corpo non ha fretta. E quando lo ascoltiamo davvero, spesso ci porta molto più lontano di qualsiasi dieta lampo.

“Dottore… prendo appuntamento e vengo da lei per imparare il giusto approccio… voglio iniziare questo nuovo anno imboccando la strada giusta!”

E allora ti aspetto a braccia aperte, faffiner!

1 commento
  1. Veronica
    Veronica dice:

    Sono appena uscita da una dieta molto drastica eliminando tutti i carboidrati e ho gli zuccheri ho perso 13 kili in un mese e mezzo per poi riprenderli nel mese successivo ritoccando questi cibi sono rimasta così male che non farò mai più nulla del genere consapevole del tempo che necessita il corpo alla nuova alimentazione

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