Quando la dieta va in vacanza e tu parti con lei!
Ti avverto faffiner: questo NON è l’ennesimo articolo su come mangiare insalata sotto l’ombrellone o su come dire “no grazie” alla parmigiana di zia Carmela. Anche perché, parliamoci chiaro, la parmigiana di zia Carmela è sacra.
“Dottore, ero proprio qui che aspettavo i suoi consigli per le vacanze!”
Mio caro faffiner, le ferie sono quel miraggio che rincorri per 11 mesi all’anno, e poi… BAM! Arrivano. Ma invece di rilassarti, ti trovi incastrato tra “devo staccare”, “devo mangiare bene”, “devo essere presente”, “devo postare le foto di me che mangio un gelato sorridendo al tramonto con caption profonda”, “devo evitare di ingrassare”, devo…..
E se quest’anno, invece, ci godessimo le ferie senza stress? Ma per davvero faffiner!
La dieta va in ferie. Anche lei ne ha diritto
Sei un essere umano, non un programma alimentare. Durante l’anno segui le tue abitudini, stai attento a quello che mangi, ti impegni, fai scelte consapevoli. Ottimo! Ma le ferie non sono il momento per fare il check-in settimanale col senso di colpa.
Mangiare qualcosa di diverso, di più abbondante o semplicemente qualcosa che ti fa felice non è un fallimento, è parte dell’esperienza.
Lo stress da “oddio sto sgarrando” è molto più dannoso di quel pezzo di torta Sacher. Fidati.
La bilancia può aspettare. Anche lei ha bisogno di prendersi un break da te (e viceversa).
Le calorie non sono poliziotti in borghese.
Non so chi abbia deciso che il mare, il sole e la montagna debbano essere sorvegliati da un conteggio ossessivo di calorie, ma mi piacerebbe invitarlo a fare un aperitivo e parlargli dell’importanza del piacere.
Quando sei in ferie, il tuo corpo ha bisogno di energia per esplorare, nuotare, camminare, amare, ballare, riposare. E questa energia arriva anche dal cibo.
Non mangiare con l’ansia di dover “bruciare” tutto. Mangia con la gioia di chi si sta prendendo cura di sé, anche quando addenta una brioche alla crema.
Il tuo corpo non ha un cronometro del pentimento.
Il vero detox è spegnere le notifiche.
Altro che centrifughe verdi. Il vero detox è lasciare il telefono in borsa, dimenticarti per un’ora di Instagram, e goderti il rumore delle onde, il silenzio dei boschi o il suono insopportabile delle cicale (che però in fondo ti rilassa).
In ferie, non devi essere reperibile per tutti.
Non devi rispondere alle email del collega ansioso.
Non devi postare ogni piatto che mangi.
Spegnere le notifiche è la versione moderna del “respira e guarda il cielo”.
Le ferie non sono una gara a chi si rilassa meglio
Non ti serve una tabella di marcia zen. Non devi fare yoga all’alba, meditazione alle 13 e journaling al tramonto per “rientrare rigenerato”.
Se ti rilassa dormire fino a tardi, fallo. Se ti ricarichi leggendo un romanzo trash in spiaggia, fallo. Se vuoi bere lo spritz alle 11 del mattino con gli amici, fallo.
Stai cercando benessere, non un voto in “vacanza consapevole 10 e lode”.
E se non sei partito, non sei in difetto: il riposo non è per forza legato a un luogo, ma a come ti concedi di viverlo.
Attività fisica: anche meno, eh!
Ogni estate spunta la sindrome da “compenso vacanziero”: “Ok, ho mangiato tanto ieri sera, oggi vado a correre alle 6 e poi cammino per 18 km”.
Ti dico una cosa: non è una prova di resistenza, è la tua vacanza.
Muoviti se ti va, ma perché ti fa stare bene. Una passeggiata al tramonto vale più di mille squat. E ballare al festival del paese vale più di qualsiasi app di allenamento.
La salute si costruisce anche con la leggerezza (e con le risate).
Ferie = flessibilità. Anche mentale.
Ti sei dimenticato di portare gli snack salutari?
Hai mangiato gelato per cena tre giorni di fila?
Hai provato il panzerotto fritto e non hai avuto rimorsi?
Ottimo. Bravo. Standing ovation.
Le vacanze servono anche a questo: a uscire dalla rigidità e scoprire che il mondo non crolla se non segui il piano alimentare alla lettera.
Anzi, spesso, da queste esperienze nasce un nuovo rapporto col cibo, meno ansioso, più autentico.
Goditi la compagnia, non il giudizio.
A tavola non portare le paranoie, porta le persone che ami.
Condividere un pasto, una risata, una bottiglia di vino è parte del nutrimento della vita.
Evita le conversazioni tossiche tipo:
- “Io non mangio carboidrati in estate, mi gonfiano.”
- “Hai visto quanto hai mangiato?”
- “Domani solo insalata, eh!”
Queste frasi non sono wellness, sono ansia travestita da benessere. Tu sei qui per star bene, non per giustificare ogni boccone.
Fai spazio alla noia (sì, hai letto bene).
Non riempire ogni momento. Lascia dei vuoti.
Stare senza far nulla è una forma di reset cerebrale che fa miracoli: niente stimoli, niente performance, solo tu e il tempo che passa.
Nel vuoto succedono le cose più belle: le idee nuove, il sonno profondo, la voglia di cucinare per gioco, il desiderio di fare colazione lentamente.
Il riposo è creativo. Anche se sembra ozioso.
“Dottore, ma che bell’articolo! I suoi consigli sono sempre i migliori, mi ritemprano!”
Vivi tutto, senza filtri!
Caro il mio faffiner, con queste poche righe ho voluto proprio ricordarti che le ferie non sono il momento in cui devi diventare la versione migliorata di te. Sono il momento in cui puoi essere semplicemente te stesso, magari anche un po’ spettinato, con la sabbia nei sandali, le dita unte di focaccia e il cuore pieno.
Lascia a settembre le buone intenzioni.
A luglio e agosto, prenditi cura di te, ma con gentilezza, non con controllo.
E se ti serve qualcuno che ti ricordi che mangiare con gusto è parte del benessere… beh, ci sono io. Con un’anguria in mano e zero giudizi.
“E allora buone vacanze, doc!”
Ci rivediamo a settembre, faffiner!
Buone ferie anche a te!




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