Lipedema e alimentazione: smontiamo i miti, serviamo i fatti!
Ok, partiamo subito con un chiarimento: no, il lipedema non è semplicemente “avere qualche chilo in più sulle gambe”. Non è nemmeno colpa delle abbuffate di Natale o di quel gelato gigante preso al mare.
“Dottore, ma allora che cos’è il lipedema?“
Il lipedema è una malattia cronica (sì, con tanto di riconoscimento ufficiale) che colpisce soprattutto le donne e che si manifesta con un accumulo anomalo e simmetrico di tessuto adiposo, soprattutto su gambe e a volte braccia. E non parliamo del classico “faccio due squat e passa”: purtroppo l’esercizio da solo non basta.
“Ok, dottore, ma allora è grasso o non è grasso?”
Ecco la prima cosa da chiarire: il grasso del lipedema non è come il grasso “standard”. È più resistente alla dieta e all’esercizio, tende a essere doloroso al tatto, a causare lividi con facilità e – ciliegina sulla torta – non se ne va via con il semplice “mangia meno e muoviti di più”.
Purtroppo viene spesso confuso con obesità o con ritenzione idrica, e questo porta molte donne a sentirsi incomprese e colpevolizzate senza motivo o a ricevere consigli inefficaci, sentendosi dire per anni: “Eh, ma basta metterti a dieta!”.
In realtà, riconoscerlo è fondamentale: non è un difetto estetico, ma una condizione che richiede un approccio dedicato, multidisciplinare.
“E allora l’alimentazione che cosa c’entra dottore?“
Se il lipedema non è causato dal cibo, perché parliamo di alimentazione?
Perché – sorpresa! – anche se la dieta non “cura” il lipedema, può fare una grande differenza nella gestione dei sintomi, nel rallentarne la progressione e soprattutto nel migliorare la qualità di vita.
Quindi sì, quello che mettiamo nel piatto conta eccome, ma dobbiamo cambiare prospettiva: non “per perdere peso”, bensì “per aiutare il corpo a stare meglio”.
“Ma ci sono dati scientifici, dottore?”
La ricerca sul lipedema è ancora giovane (leggi: ci sono più domande che risposte), ma alcuni punti stanno emergendo con chiarezza:
- infiammazione: il tessuto adiposo nel lipedema sembra essere più infiammato rispetto al grasso “normale”, quindi un’alimentazione anti-infiammatoria può aiutare a ridurre dolore e gonfiore;
- ritenzione idrica: molte pazienti riportano peggioramento del gonfiore con alimenti molto salati o ricchi di zuccheri semplici, quindi moderare questi cibi non è una fissazione da salutisti, ma un vero aiuto pratico;
- insulino-resistenza: anche se non tutte le persone con lipedema hanno problemi di glicemia, tenere stabile la curva degli zuccheri nel sangue sembra favorire un miglior equilibrio generale e una diminuzione dell’infiammazione;
- benessere intestinale: sempre più evidenze collegano microbiota e infiammazione sistemica. In parole povere: se la tua pancia è felice, anche le gambe ringraziano.
“E allora, dottore, che cosa può mangiare una persona affetta da lipedema?“
Niente panico: non stiamo parlando di diete punitive stile “pollo e insalata per sempre”. Ecco alcuni approcci che si stanno dimostrando utili:
- dieta antinfiammatoria “classica”: ricca di frutta, verdura, cereali integrali, pesce, legumi, frutta secca, semi e olio extravergine d’oliva, ovvero una sorta di dieta mediterranea in versione potenziata;
- approccio low-carb moderato: non la chetogenica estrema da “solo bacon e formaggio”, ma una riduzione equilibrata di zuccheri semplici e farine raffinate, privilegiando carboidrati complessi e integrali;
- evitare gli “accendi-fuoco”, ovvero alimenti ultra-processati, bibite zuccherate, junk food: non serve demonizzare nulla, ma ridurli può davvero diminuire infiammazione e ritenzione;
- idratazione: sembra banale, ma bere abbastanza acqua è fondamentale per aiutare il drenaggio linfatico.
“Ma, dottore, ci sono cibi miracolosi?”
Eh, magari! La realtà è che non esiste la bacchetta magica (nemmeno sotto forma di bacche di goji o tè detox di qualche guru di Instagram).
Però ci sono alimenti “amici” che possono dare una mano:
- frutti di bosco: antiossidanti a manetta, aiutano a contrastare lo stress ossidativo;
- pesce azzurro: ricco di omega-3, perfetto per ridurre l’infiammazione;
- spezie: curcuma, zenzero e cannella possono essere utili (e rendono il piatto più interessante);
- verdure a foglia verde: fonte di micronutrienti utili per circolazione e metabolismo.
“E gli integratori possono essere utili, dottore?“
Domandona gettonatissima faffiner!
Ci sono studi su vitamina D, omega-3, estratti vegetali come bromelina o diosmina. Alcuni mostrano effetti promettenti sul microcircolo e sull’infiammazione, ma la regola resta: gli integratori non sostituiscono uno stile alimentare equilibrato. E soprattutto vanno scelti con criterio, non perché l’influencer di turno li spaccia come la soluzione.
Un aspetto del quale non si parla mai abbastanza, faffiner, è il rapporto con il cibo.
Chi ha il lipedema spesso si porta dietro anni di diete fallite, sensi di colpa e frustrazione. Il rischio? Entrare in un circolo vizioso di restrizioni estreme e abbuffate.
Ecco perché è importante ricordare al paziente che il lipedema non è colpa sua. L’alimentazione deve essere vista come un alleato, non come una punizione. Mangiare bene non significa dire addio al gusto o alle cose che ami, ma trovare un equilibrio che supporti il corpo senza stressarlo.
Quindi, ricapitoliamo in breve:
- il lipedema non è causato dal cibo, ma il cibo può aiutare a gestirlo
- l’obiettivo non è “dimagrire a tutti i costi”, ma ridurre infiammazione, dolore e gonfiore
- approccio mediterraneo/antinfiammatorio = ottima base
- limitare zuccheri semplici e alimenti ultra-processati fa una grande differenza
- idratazione, spezie, verdure e pesce sono amici fidati
- gli integratori possono essere utili, ma non sostitutivi
- e, soprattutto, niente sensi di colpa: il piatto deve nutrire corpo e mente.
E, non smetterò mai di ricordarlo, muoversi a sufficienza durante la giornata è importante (ed è un consiglio che non passa mai di moda!).
“Dottore, come sempre lei è chiarissimo! Mi lascia una riflessione finale?”
Certo!
Se il lipedema è ancora poco conosciuto, l’alimentazione faffiner è uno strumento potente per dare voce e dignità a chi ne soffre. Non è la cura, ma è un tassello concreto che permette di vivere meglio.
Quindi no, non esiste la “dieta magica per il lipedema”, ma esiste la possibilità di imparare ad ascoltare il corpo, di sperimentare con equilibrio e di costruire un rapporto col cibo che sia finalmente liberatorio.
Perché la vera rivoluzione non è rinunciare alla pizza, ma smettere di pensare che il nostro valore stia nel numero sulla bilancia.
E il tuo dietista preferito è sempre qui, disponibile a ricordartelo!
Ti aspetto faffiner!




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