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Forza di volontà e dieta: perché non basta (e cosa serve davvero).

frigorifero con catena e mano che cerca di aprire

Faffiner, dimmi la verità.

Quante volte hai iniziato una dieta di lunedì?

Magari dopo il weekend o dopo le vacanze, oppure dopo aver pensato davanti allo specchio: “Ok, adesso basta, stavolta faccio sul serio.”

Parti motivato, vai al supermercato con le migliori intenzioni, riempi il carrello di cose sane e torni a casa con la sensazione di avere finalmente il controllo.

Per qualche giorno tutto fila liscio, mangiare bene sembra persino facile.

 

Poi succede qualcosa…

Una cena fuori, una giornata pesante, un aperitivo non previsto, oppure semplicemente arrivi a sera stanco e la tua voglia di cucinare è pari a zero.

A quel punto il piano si incrina.

Gli “sgarri” aumentano e nel giro di pochi giorni ti ritrovi a pensare la frase che probabilmente hai già pronunciato più volte:

“Io non ho abbastanza forza di volontà per stare a dieta.”

 

Se questa scena ti è familiare, fermiamoci un attimo, perché la risposta alla domanda “perché non riesco a stare a dieta?” potrebbe essere molto diversa da quella che pensi.

E, soprattutto, potrebbe non avere niente a che fare con il tuo carattere.

“Dottore… ma davvero non è sempre una questione di carattere?”

 

Il mito della forza di volontà.

Faffiner, nel mondo delle diete esiste una convinzione molto diffusa: dimagrire è principalmente una questione di disciplina.

Secondo questa logica ci sono due categorie di persone:

  • quelle con forte forza di volontà, che riescono a seguire la dieta
  • quelle con poca forza di volontà, che prima o poi mollano.

È una spiegazione semplice, e lascia intendere che la soluzione sia chiara: basta impegnarsi di più.

 

Il problema è che questa idea non considera assolutamente come funzionano davvero il nostro cervello e la nostra vita quotidiana.

Faffiner, la forza di volontà non è una risorsa infinita.

Durante la giornata la consumi continuamente:

  • quando prendi decisioni al lavoro
  • quando gestisci imprevisti
  • quando affronti stress e scadenze
  • quando devi concentrarti su mille cose contemporaneamente.

Gli psicologi parlano spesso di fatica decisionale: più decisioni prendi, più l’energia mentale si riduce.

E questo ha una conseguenza molto semplice: alle 9 del mattino è relativamente facile mangiare “perfettamente”, alle 21, dopo una giornata lunga e faticosa, molto meno.

Se una dieta funziona solo quando la tua forza di volontà è al massimo… è una dieta molto fragile.

 

Il tuo corpo non sa che vuoi dimagrire.

C’è poi un altro dettaglio importante, mio caro faffiner.

Quando inizi una dieta molto restrittiva, il tuo corpo e il tuo cervello non pensano: “Perfetto, qui si vuole dimagrire!”

Interpretano la situazione in modo molto più primitivo.

Il tuo cervello ha infatti un compito primordiale: proteggerti.

E nella sua logica antica, restrizione calorica equivale a potenziale carestia.

 

Il nostro organismo si è evoluto in un mondo dove il cibo non era sempre disponibile e quando le calorie scendevano drasticamente, il corpo attivava una serie di strategie per sopravvivere.

E quelle strategie esistono ancora oggi.

Quando inizi una dieta molto rigida, infatti, il tuo corpo attiva una serie di meccanismi di compensazione:

  • la fame aumenta
  • il desiderio di cibi calorici diventa più forte
  • il cibo occupa più spazio nei pensieri
  • il corpo diventa più attento a conservare energia.

Non è sabotaggio, è sopravvivenza.

 

Tu pensi: “Perché ho così tanta fame? Non ho carattere!”

Il tuo corpo pensa: “Carestia in corso. Aumentare desiderio di carboidrati. Subito!”

Non è una questione morale, è biologia.

 

Il problema è che oggi viviamo in un ambiente completamente diverso da quello per cui questo sistema è stato progettato.

Il cibo è ovunque: bar, supermercati, delivery, aperitivi, social, pubblicità, eventi.

Quindi succede una cosa un po’ paradossale: proprio mentre il tuo corpo aumenta la spinta verso il cibo, tu stai cercando di controllarlo con regole rigidissime.

Faffiner, possiamo proprio dire che non è esattamente una partita equilibrata.

 

La dieta perfetta (che funziona solo nei giorni perfetti)!

Molte persone che cercano online “forza di volontà e dieta” stanno cercando una soluzione molto precisa: una dieta chiara, rigida, da seguire alla perfezione.

Il piano perfetto, con quantità precise, regole precise, alimenti consentiti e alimenti proibiti.

Per qualche giorno può funzionare benissimo.

 

Il problema è che queste diete funzionano solo in condizioni ideali: quando tutto è sotto controllo, quando hai tempo di organizzarti, quando non hai inviti a cena, quando non sei stanco, quando non sei stressato…

Faffiner, ma la tua vita funziona così?

La vita reale è fatta di giornate lunghe, pranzi improvvisati, cene fuori, aperitivi con amici, vacanze, settimane caotiche, momenti di stress…

 

Una dieta che richiede condizioni perfette per funzionare, non è una dieta sostenibile, è un esperimento di resistenza psicologica.

E tu, ricordatelo bene, non devi dimostrare niente a nessuno.

In sintesi, non sei tu ad essere debole, ma è la dieta che non è progettata per la vita reale.

 

Il paradosso del “tutto o niente”.

Molte diete rigide hanno un’altra caratteristica molto comune: il pensiero del “tutto o niente”.

Funziona così: se segui perfettamente la dieta, stai facendo bene, se esci anche solo un po’ dalle regole, hai rovinato tutto.

 

Faffiner, immagina questa situazione: sei a una cena con amici e arriva il dolce che non era previsto nel tuo piano alimentare.

Lo mangi, e a quel punto parte il pensiero: “Ormai la giornata è compromessa!”

Da lì diventa molto facile continuare a mangiare senza più limiti, non perché improvvisamente hai perso il controllo, ma perché il sistema mentale in cui stai giocando non prevede vie di mezzo.

persona triste in disparte appoggiata ad un tavolo mentre gli amici sullo sfondo si divertono

Il problema non è il dolce, il problema è una dieta che funziona solo se sei perfetto.

E nessuno può essere perfetto a lungo.

“Dottore, tutto questo è molto interessante… però a volte il cibo diventa per me un chiodo fisso…”

 

Quando il cibo diventa un pensiero fisso.

Faffiner, è proprio vero, quando inizi una dieta molto restrittiva, il cibo sembra apparire ovunque.

Il collega porta cornetti in ufficio.
La pasticceria sotto casa profuma come non mai.
Scorri i social e compaiono ricette, pizze, dolci, panini.

 

Non è che il mondo si sia improvvisamente riempito di cibo, è il tuo cervello che è diventato ipersensibile agli stimoli alimentari.

Quando introduci molti divieti, succede spesso che la mente inizia a focalizzarsi proprio su ciò che è proibito.

Più qualcosa diventa vietato, più tende a occupare spazio nei tuoi pensieri.

Se passi gran parte della giornata a pensare a che cosa non puoi mangiare, stare a dieta diventa mentalmente molto più faticoso.

 

La domanda che ti ronza continuamente in testa….

Dottore, ma allora perché non riesco a stare a dieta?”

 

Quando arrivi a chiederti “perché non riesco a stare a dieta?”, di solito hai già fatto diversi tentativi.

Ogni tentativo lascia dietro di sé un po’  più di frustrazione, un po’ più di senso di colpa e una convinzione che piano piano diventa sempre più forte:

” Forse io non sono portato per le diete…”

Ma fermiamoci un attimo.

Se una persona prova molte volte lo stesso tipo di approccio e ottiene sempre lo stesso risultato, ci sono due possibili spiegazioni:

  1. la persona non è abbastanza disciplinata
  2. l’approccio non è quello giusto.

La cultura delle diete sceglie quasi sempre la prima, ma molto spesso, mio caro faffiner,  la seconda è quella corretta.

“E quindi, dottore?”

 

Faffiner, il problema non sei tu!

Le diete basate quasi esclusivamente sulla forza di volontà hanno alcune caratteristiche precise:

  • richiedono controllo costante
  • prevedono molte restrizioni
  • lasciano poco spazio alla flessibilità
  • funzionano solo se seguite perfettamente
  • non tengono conto degli imprevisti.

 

In pratica ti chiedono di essere sempre disciplinato, lucido, organizzato, coerente.

Ma nella vita reale nessuno lo è.

Perché tu non sei un monaco tibetano in ritiro spirituale: hai cene, aperitivi, stress, famiglia, stanchezza, giornate no, giorni in cui hai voglia di leggerezza, giorni in cui semplicemente non hai energie mentali per pensare a tutto.

Se una dieta non è progettata per convivere con queste situazioni, prima o poi entra in crisi. Non è una questione di carattere, è una questione di progettazione del sistema.

 

La dieta come gara di resistenza.

Molti piani alimentari funzionano come una gara di resistenza psicologica: vince chi riesce a resistere più a lungo. Il problema è che resistere continuamente richiede energia mentale, e quell’energia non è infinita.

 

È per questo che tante persone riescono a seguire una dieta per qualche settimana o qualche mese… e poi lentamente smettono.

Non perché non vogliono più stare bene, ma perché mantenere quel livello di controllo diventa troppo faticoso.

E quando mollano, la conclusione che traggono è quasi sempre la stessa:

“Non ho forza di volontà!”

“Ma quindi, dottore, come posso fare a capire se la dieta che seguo è corretta oppure no? E come faccio a trovare una dieta da seguire sul lungo periodo? Mi sento confuso…”

 

Faffiner, e se il problema fosse il sistema?

Prova a immaginare una situazione diversa.

Immagina di avere scarpe di due numeri più piccoli.

All’inizio riesci comunque a camminare, magari stringi i denti, ma dopo un po’  iniziano a farti male.

Se a un certo punto non riesci più a camminare, la conclusione logica qual è?

Che non sei capace di camminare?

 

No, faffiner, non sei tu a sbagliare, sono le scarpe il problema.

Molte diete funzionano proprio così, ovvero non sono progettate per la persona che sei, per la vita che hai, per gli imprevisti che incontri ogni giorno.

E quando diventano insostenibili, la colpa ricade quasi sempre su di te.

Molte diete fallimentari sono il risultato di strategie sbagliate, non un “fallimento individuale”, come molti invece lo vivono.

 

Impara a farti la domanda giusta!

Faffiner, se hai iniziato dieci diete e le hai interrotte, non significa che sei incapace. Significa che hai provato dieci approcci che si basavano troppo sulla forza di volontà e poco sulla sostenibilità.

 

La vera domanda da porsi non è: “Perché non riesco a seguire una dieta?”

Ma: “Questa dieta è progettata per una persona reale con una vita reale?”

Se un sistema alimentare non riesce a convivere con gli imprevisti di una vita vera, prima o poi diventerà insostenibile.

E quando diventa insostenibile, smettere la dieta non è un segno di debolezza.

È spesso una conseguenza quasi inevitabile.

“Ma, dottore, se non è la forza di volontà la soluzione, allora che cos’è?”

 

Ebbene sì, esiste un approccio diverso (ma ne parleremo).

Se hai provato molte diete e ti sei ritrovato più volte a interromperle, questo non significa che cambiare sia impossibile.

Molto più probabilmente significa che hai sempre lavorato con strumenti pensati per una versione ideale della vita, non per quella reale.

La buona notizia, faffiner, è che esistono modi diversi di approcciarsi alla sana alimentazione.

Modi che non si basano sulla disciplina estrema.
Modi che non richiedono di essere perfetti ogni giorno.
Modi che funzionano anche quando la vita diventa complicata.

Ma prima di arrivare a quello, c’è un passaggio fondamentale, ovvero smettere di credere che il problema sia la tua forza di volontà.

 

Perché finché penserai che sei tu il problema, continuerai a cercare soluzioni che chiedono solo più disciplina.

E probabilmente ti ritroverai di nuovo nello stesso punto.

Una strategia alimentare deve convivere con la tua vita reale, non negarla.

La forza di volontà è utile per iniziare.
La struttura è ciò che ti permette di continuare.
La gentilezza verso te stesso è ciò che ti permette di non mollare al primo errore.

 

L’aiuto costante di un valido professionista è ciò che ti serve per imparare a fare tutto questo.

Quindi, caro faffiner, la prossima volta che penserai “non ho abbastanza carattere”, fermati un attimo: forse non ti manca la forza, forse ti serve un sistema migliore.

Su quello, tranquillo, possiamo lavorarci insieme con il giusto metodo, e prossimamente ti spiegherò anche come.

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