Colesterolo alto: problema reale o finto mostro?
Quando arriva il referto delle analisi del sangue, c’è sempre una voce che fa tremare i polsi: il colesterolo. Il colesterolo totale, per la precisione.
Lo guardi e pensi:
“Oddio, 230! Sono spacciato, domani mi prescrivono la statina e addio carbonara! Dottore, che faccio?”
Calma. Respira. Appoggia la forchetta. E continua a leggere!
Non è (sempre) colpa della pancetta…
C’è un mito che circola da decenni: chi ha il colesterolo alto è perché “mangia troppo, è grasso e sedentario”.
E invece no. Certo, avere uno stile di vita sregolato non aiuta, ma spesso l’ipercolesterolemia ha un’origine… familiare.
Non nel senso che te l’ha passato tua nonna insieme alla ricetta della parmigiana, ma genetica.
Tradotto: puoi avere un fisico asciutto, correre la maratona e avere comunque il colesterolo alto. Non sei un caso strano, sei solo figlio di un DNA un po’ “avaro” nella gestione dei grassi.
“Ma dice davvero dottore? Ma quindi il colesterolo è o non è il nemico numero uno?”
Una cosa alla volta, faffiner, anche perché qui viene il bello.
Il colesterolo non è Satana sotto forma di molecola.
È una sostanza indispensabile per vivere: senza colesterolo non produrremmo ormoni, vitamina D, bile.
Quindi demonizzarlo a prescindere è un po’ come accusare la pizza di tutti i mali solo perché a volte ci gonfia.
Il problema nasce quando alcuni valori si alterano e si combinano in modo sfavorevole. E qui arriva la prima verità scomoda: guardare solo il colesterolo totale è come giudicare un film dal trailer.
Le analisi del sangue vanno lette nel loro insieme.
Ti riporto qui di seguito alcuni parametri che davvero fanno la differenza:
- LDL: il famoso “colesterolo cattivo”, quello che se in eccesso si deposita nelle arterie.
- HDL: il “colesterolo buono”, che invece aiuta a ripulire.
- Omocisteina: se è alta, aumenta il rischio cardiovascolare più del colesterolo totale.
- Apolipoproteina B: un indicatore ancora più preciso del rischio legato alle particelle LDL.
- Trigliceridi: se sballati, sono una spia di problemi metabolici.
Quindi, prima di andare in panico perché il colesterolo totale è 230, chiediti: e gli altri valori come stanno?
“Dottore, e le statine? Che cosa ne pensa?”
Qui tocchi un tasto dolente, faffiner.
La statina è spesso prescritta come fosse la tachipirina: colesterolo un po’ alto? Bam, statina.
Ma la realtà è che questi farmaci servono soprattutto in casi specifici: persone con precedenti infarti, ictus o rischi cardiovascolari molto elevati.
Nella popolazione generale, senza altre problematiche, il beneficio è minimo. E non lo dico per fare polemica: lo dicono i dati scientifici.
Molto più sensato è lavorare su ciò che puoi cambiare davvero: alimentazione e movimento.
“Ma quindi, dottore, è l’alimentazione il vero superpotere per tenere a bada il colesterolo!”
In un certo senso, direi proprio di sì.
Ora, non aspettarti la lista dei cibi proibiti come se fossimo negli anni ’90. Non esiste più la demonizzazione assoluta dell’uovo, per intenderci.
Quello che conta è l’insieme dello stile alimentare.
Ti voglio elencare qualche consiglio pratico che ti può sicuramente essere d’aiuto:
- riduci i grassi saturi: burro, formaggi stagionati, carni grasse. Non serve eliminarli del tutto, ma limitarli sì;
- occhio agli zuccheri e ai carboidrati raffinati: non solo per la glicemia, ma perché influenzano trigliceridi e colesterolo. Pane bianco, dolci, bibite gassate… insomma, la combo “aperitivo con pizzette e spritz” non è proprio un toccasana;
- aumenta fibre e vegetali: frutta, verdura, legumi, cereali integrali. Le fibre aiutano a ridurre l’assorbimento del colesterolo e migliorano il microbiota;
- sì ai grassi buoni: olio extravergine d’oliva di qualità, frutta secca, semi, pesce azzurro ricco di omega-3;
- proteine smart: variare tra legumi, pesce, carni magre e uova. Sì, hai letto bene: l’uovo non è più un nemico;
- limita l’alcol: un bicchiere di vino ogni tanto non fa danni, ma non usiamo la scusa del “fa buon sangue” per bere come se fossimo in un’osteria veneta del ‘
Insomma: non si tratta di dieta punitiva, ma di imparare a bilanciare gli alimenti.
“Anche in questo caso, dottore, il movimento è un toccasana, vero?!”
Il movimento, faffiner, è la tua medicina low cost!
Non basta sedersi davanti al piatto giusto, ma bisogna anche muovere il corpo.
L’attività fisica è uno dei modi più potenti per migliorare i valori lipidici, e non serve diventare un atleta di triathlon per avere risultati, basta solamente la costanza.
Camminare a passo svelto mezz’ora al giorno, andare in bici, nuotare, ballare… scegli ciò che ti diverte. Il segreto non è l’intensità, ma la regolarità.
Colesterolo alto? Ricordati che non sei solo un numero!
La morale della favola è questa, faffiner: non sei il tuo colesterolo totale.
Sei molto di più.
Le analisi vanno lette con intelligenza, i farmaci vanno valutati caso per caso, e soprattutto lo stile di vita ha un peso enorme sul rischio cardiovascolare.
E la prossima volta che qualcuno ti dice: “Ah, hai il colesterolo alto? Devi per forza essere un mangiatore seriale di salsicce”, sorridi e rispondi…
“No, è che ho preso il DNA di zio Pino. Però sto imparando a fregare i geni con forchetta e scarpe da ginnastica! Me l’ha consigliato il mio dietista preferito!”
Ottima risposta faffiner!
Ti aspetto in studio con le tue analisi del sangue, così, se ti va, continuiamo questa chiacchierata!
E ricordati: niente panico, serve solo un po’ di equilibrio!




Lascia un Commento
Vuoi partecipare alla discussione?Sentitevi liberi di contribuire!